Rituali Minet



domenica, 06 luglio 2008

staremo senza lutto

Categories: pensieri, poesie, poesia, istantanee, della misera sapienza

Noi che cenere staremo senza lutto

Respiriamo a modo solo cielo

Quando gli occhi feriscono distanti

 

Noi bagagli chiusi

Richiami di parole segregate

Noi bisogni fra la folla sorda e muta

Con le scarpe senza lacci

Dove il tempo è una ragione

 

Noi presenze altere domani

Adagiati nel sentire di chiunque

Senza artigli quando il male non dispiace

E s’incunea strada fra le gambe

Come un’orgia a consumare

La comune aggregazione

 

Noi chi e dove

Senza nome sporchi e lindi altrove

Fra le verghe

Con la lingua impantanata

E croci appese alle pareti

Come voci trucidate

 

Noi le labbra recitate

Noia all’alba

E un barattolo di stelle da contare.

L’inclemenza motivata

Quando ghiaia setacciamo ogni mancanza.

La preghiera senza fede

Che reclama l’immortale appariscenza.

L’ubbidienza che conviene

E la mano sola alla pretesa

Con un guanto

 

Noi l’oracolo dei gesti senz’amore

Tutti santi morti in paradiso

 

 


posted by: Purplered at luglio 06, 2008 00:51 | My Site | |permalink|

venerdì, 04 luglio 2008

Frammento - è forse crudeltà l'amore?

Categories: frammenti scelti

Provava un amore incontenibile, incontrollabile e infermo. Lo avvertì come una scossa improvvisa e terapeutica.
Un amore simile a Laura. Le peripezie in comune variavano ogni minuto ma in realtà erano sempre le stesse: la negazione e la freddezza.
Lo percepiva inconsciamente. Viveva affinché la sete continua ed estenuante sorreggesse il suo cuore apatico e il desiderio negato fosse una perversione perdonabile. I frutti raggiungibili non avevano sapore fra le sue labbra, non indurivano il ventre - senza corposità inseguita - e col tempo inaridivano come scorze sotto il sole. Doveva arrampicarsi fra i rami alti per dissetarsi avidamente. La mano doveva intrufolarsi con fatica oltre gli arbusti, affondare i polpastrelli fra le spine, dilaniare i palmi in silenzio e scontornare le unghie arcuate dall’orgoglio. Quel momento richiedeva attese, condanne, ripensamenti, fughe e ritorni indomiti. Quell’istante necessitava di grasse bevute abbondanti e di lunghe carestie. La severità incostante dell’amante era il cedro oltre Babilonia rivestita di spine. Era il calvario trionfante dei contadini stremati sotto il sole. Era l’urlo dell’orgasmo notturno da negare all’alba. Era la menzogna abituale da incolpare al suo matrimonio, perché quella situazione non avesse mai fine. Era la sete eterna e l’essere a prescindere.       


posted by: Purplered at luglio 04, 2008 21:24 | My Site | |permalink|

sabato, 28 giugno 2008

L’incertezza

Categories: poesie, poesia, della misera sapienza

Quanti strati ha l’anima che sporchi
Quante ombre albergano inespresse
Fra le coste tue sprangate sorde al cuore
In costante comunione di rinuncia
 
Ti neghi nel sole la figura
Cantandoti oscurata e lesa parte
Quando acerbo il tempo si consuma
E mostra l’inversione, la sola soluzione
 
Rare, le tue clemenze offerte
Così per quieto andare
Mi graffiano il respiro
Dove di troppo emana
Seccando l’emozione
 
Strati di quercia e di betulle vive
Ora non sai
Sveglie nel bosco dove la luce orienta
E accende l’intuizione del percorso
Scoprendoti agli scudi
Difesa impreparata
 
Io piango vento e sabbia
L’orgoglio è l’umile preghiera che regge la parola
Come se fosse l’ultima sbocciata fra le labbra
Dentro una sera bianca
Senza l’alba a contraddirla
Né la notte a terminarla
 
 
 


posted by: Purplered at giugno 28, 2008 12:56 | My Site | |permalink|

martedì, 24 giugno 2008

Raggelata a giugno gorgo

Categories: poesie, poesia, istantanee, scenari, attimi, piaghe

Non è morte la corrente che percorre
Mentre il polso scivola sui tasti
Annaspando vene illese.
Non è vita né uccisione:
È il lamento desolato e la carezza pronta
 
Franano le sillabe indigeste
Gli odori concludenti d’ogni inizio
D’ogni limite ascoltato senza suono
Senza il buio a dirlo poi irrisolto
 
Se marcirò
Mi mancherà la luce.
Le parole annidate sulla lingua
Come tanti feti amati
Lì a sfamare
Grembo e seno
Latte e fame
 
Non è umore questo termine che falcia
Crudo il verbo, l'estensione,
La coscienza nuda, estrapolata,
Sentenziata gesto attuato.  
Ogni verbo
Carne elettrica nutrita
Questo è il dire
Raggelata a giugno gorgo


posted by: Purplered at giugno 24, 2008 18:35 | My Site | |permalink|

martedì, 24 giugno 2008

C’è che la cognizione è il dilemma

Categories: poesie, poesia, istantanee, attimi

C’è che la cognizione è il dilemma

Quando tutto è un chiaroscuro.

Le sciagure sostano impunite

Come fossero virtù

E la carne concepisce la cancrena

 

Il pensiero si fa spada

Lama fina e battagliera

E finché non c’è l’affondo

Non c’è ruggine a spolpare

 

C’è che la sabbia scivola sincera fra le mani

Come il volto di un bambino spaventato

E non so fare a meno, d’averla sottopelle

Come un guanto che nell’anima deterge

 

C’è che il cuore è un ingombro

Deturpato fra i ventricoli rappresi.

Risorge ogni dolore e lo posa fra le perle del rosario

Quasi costola iniziata

Scandendola perdono scellerato

 

Pane d’ossa, nato ai denti


posted by: Purplered at giugno 24, 2008 13:49 | My Site | |permalink|

lunedì, 23 giugno 2008

Punto folle

Categories: poesie, poesia, istantanee, attimi

 
Ho l’istinto maledetto certe notti;
Un bavaglio oscuro zittisce l’estensione del respiro
E la mente forsennata si dimena
Come un guscio troppo pieno, e allora scrivo
 
Scrivo delle iene
Dei sorrisi finti e pigri intorno al mondo
E le code che ho vissuto arrotolate
Giunta al sodo, volto e faccia
 
Senz’amore, a volte scrivo,
Senza umana perdizione,
Con le lame fra le dita impantanate
Volte al cuore degli stronzi
 
Ho l’istinto maledetto certi giorni;
E divento tutta un dente da affondare
Senza carne, misera
Me fame
 
 


posted by: Purplered at giugno 23, 2008 15:43 | My Site | |permalink|

lunedì, 23 giugno 2008

Per dirmi estinta senza la ferita

Categories: poesie, poesia, istantanee, scenari

Troverò il mio volto un giorno
Fra le querce delle radure fitte
E anniderò più scudi fra le foglie
Sentendomi congiura di ritorno
 
Avrò le vene cave
E il turbamento non appesterà
Sfiorendomi gelata, cieca ai torti
Per dirmi estinta senza la ferita
 
I passi addosso pesteranno muti
E al crepitio, intonata, svanirò
Morendomi frammento
Indubbio al vento
 
Le nocche pulseranno il gergo
Del tempo rimandato
E si faranno dune, devote a piogge accese
Ardendosi il timore per l’istante
 
Oh rami fronteggiati
Provati alle tormente aguzzi
Pregate che sia vero il termine fecondo:
La fossa del pensiero
Infine vita
 


posted by: Purplered at giugno 23, 2008 03:33 | My Site | |permalink|

domenica, 22 giugno 2008

Come la spiga al grano

Categories: pensieri, poesie, poesia, istantanee

 
Come la spiga al grano dissecca protettiva
Così lo sguardo madre avvolge uguale
All’enfasi brutale se la farina guasta
 
Rituale, è l’istinto per le madri
Al vespro che troneggia
Chiarendole pentite al seno vuoto
Spiacenti d’esser state
A sera braccia stanche
 
Spiacenti per la pioggia nebbia agli occhi
Per quel sorriso mezzo naufragato
E per gli orari persi come treni
Contati ai sogni ieri
Diamanti
Fra i denti frantumati
 
Come la frutta al torso intinge eternità
Così ogni grembo immerge l’avvenuta
Stanandosi alle fauci
Scudo fragile temprato
 


posted by: Purplered at giugno 22, 2008 21:56 | My Site | |permalink|

domenica, 22 giugno 2008

Istinto

Categories: pensieri, poesie, poesia, istantanee

 
È nella terra spoglia che aggredisco
Vestendomi d’orgoglio promettente
Prima che l’onda scura confronti la mia sete
Coi secoli di fiele da spurgare
 
Non dirmi mare se al sale ti allontani
E il pianto non confronti a questo nome
Perché hai il pensiero morto.
E quelle spume insorte che rastrelli
Per cosa mai le aggiungi
Se il netto è una sentenza seminata
 
Cobalto il cielo alto
E il basso terra smossa
Fra le mie dita vive
Come l’esca prima della forca


posted by: Purplered at giugno 22, 2008 02:08 | My Site | |permalink|

venerdì, 20 giugno 2008

Statistiche di bocche tralasciate

Categories: pensieri, poesie, poesia, istantanee, piaghe, della misera sapienza

 
Non sempre è sera l’oracolo incompiuto
Del canto da sfiancare al pentagramma.
A volte la ferita è sangue di parole
E muore impoverita
Sapendo d’altre querce
A fossa intruse
 
Distante,
Oltre la festa futile vissuta
C’è un esserci mai stato
Di gente senza morte
- Sfortuna per gli albori -
Al buio impallidite minuziose
 
Esiliano le pelli sonnecchianti
Lasciandosi le braccia al pugno arreso
E migrano lo sguardo senza meta
A pene usuali:
Lamenti circostanza
 
Povere parole, malvagie a inezie sporche
Preghiere senza grazia al magro istante
A interferire il niente e al niente supplicare.
Misere e regnanti senza fame
Furie al gorgo ignaro
Svelato assenso muto
 
Perché la fame che li veste non è oro
Così contate, le lingue voci opache
Statistiche di bocche tralasciate


posted by: Purplered at giugno 20, 2008 18:07 | My Site | |permalink|
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